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Atelier des Arts

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Decorazioni

La decorazione è costituita da quegli elementi che servono ad abbellire. In campo artistico e architettonico si può decorare un oggetto d'arte o un edificio.
Si può decorare qualche cosa dipingendola oppure attaccandovi degli elementi. I romani decoravano le loro case con dei mosaici .
La decorazione è un campo molto vasto, che comprende la trasformazione, l'arrangiamento, il restauro, la riparazione di un habitat umano e del mobilio interno (architettura d'interni).
La decorazione nel senso dell'arredo può comunemente consistere in dipinti o poster attaccati alle pareti, mobili, soprammobili come vasi o altri oggetti.

Il bassorilievo: è un metodo di scultura che intaglia il marmo o la pietra da una superficie rocciosa o da un blocco squadrato. Esso produce un contrasto rialzato e dà la sensazione di vedere un quadro in rilievo. L'immagine ritratta è rilevata sopra la superficie piatta e di sfondo. Per esempio, se una lastra di marmo è spessa 10 centimetri prima di iniziare a scolpirla, lo sfondo, alla fine, potrà essere spesso 5 centimetri e l'immagine in rilievo sarà spessa fino a 5 centimetri. In alcuni lavori di scultura la figura può essere molto più sporgente rispetto allo sfondo ed in questo caso si parla di altorilievo. Questa tecnica consente di vedere l'immagine molto più sporgente facendo vedere il soggetto senza deformazioni al variare dell'angolo di visione. Il bassorilievo si presta ad una lettura peculiare, quindi è utilizzato come tecnica decorativa, per gli ornamenti raffinati e soprattutto per la rappresentazione di scene con più personaggi inseriti in file successive che compiono più azioni, singole o collettive, quali cerimonie, combattimenti e caccia. Lo scotto da pagare è la rappresentazione di profilo, per evitare le complicazioni dimensionali della visione frontale.

Il trompe l'œil: dal francese “tromper”, ingannare, e l'“oeil”, occhio, è una tecnica pittorica naturalistica, basata sull'uso del chiaroscuro e della prospettiva, che riproduce la realtà in modo tale da sembrare agli occhi dello spettatore illusione del reale. Essa crea un'ambiguità tra il piano pittorico e quello dell'osservatore, facendo risultare tridimensionale ciò che in realtà è bidimensionale; in questo modo infatti l'osservatore percepisce illusoriamente una realtà inesistente, creata artificialmente attraverso mezzi pittorici. Si basa sostanzialmente sulla creazione di una sorta di scenografia volta ad inglobare in maniera oculata elementi funzionali per arrivare poi a fondersi con l'architettura e nel contempo a superarne i limiti. La perfetta simulazione del mondo fisico dà vita ad un sottile gioco di rimandi tra realtà e illusione percettiva nella quale l'uomo moderno si perde e perde a sua volta le limitazioni imposte dal mondo fenomenologico.
La tecnica era in uso già nell'antica Grecia e nella società romana; l'espressione pare nata nel periodo Barocco, ma l'uso del trompe-l'œil, molto precedente (si rammentino opere come la Camera degli Sposi del Mantegna a Mantova, o il finto coro di Santa Maria presso San Satiro a Milano, del Bramante), prosegue fino all'età contemporanea.

Il Terzo fuoco o decorazione su ceramica: Basta pensare a cosa sarebbe la ceramica senza le finiture decorative che non sono un optional o un accessorio, ma che sono divenute fondamentali e un tutt'uno con la ceramica stessa e con la sua immagine e diffusione nel mondo. Il decoro e' quel valore aggiunto che qualifica la ceramica. E' cio' che da valore decorativo ed estetico all'oggetto. La decorazione della ceramica in "terzo fuoco" fa parte della storia e dell'evoluzione della ceramica industriale.
Il "terzo fuoco" accompagna e integra la produzione degli oggetti in ceramica o porcellana e persino di pavimenti e rivestimenti, identificandosi con essa e divenendone la quintessenza.

Nella storia, il terzo fuoco va di pari passo con la realizzazione della ceramica ed in special modo della porcellana. La prima porcellana fu prodotta in Cina, presumibilmente durante la dinastia Tang, nel periodo dal 618 al 907 d.C.. Con il miglioramento delle tecniche, la dinastia imperiale Song (960-1279 d.C.) decise di istituire fabbriche reali per realizzare porcellana destinata ai palazzi reali.
Verso il 110 d.C. la produzione si diffuse con apprezzati risultati artistici anche in Corea, e successivamente raggiunse il Giappone, di cui sono caratteristiche le porcellane Kakiemon, a disegni semplici su fondo bianco, e Imari o Arita, a decori su fondo blu e rosso. Dal 1300, la produzione di porcellana dura raggiunse in Cina una qualità di vera arte, in cui si distinse la città di Jingdezhen, dove vennero realizzate le maggiori opere di quel secolo. I due periodi che più si distinsero furono quello delle dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1912), con opere ancora oggi considerate tesori artistici insostituibili.
In occidente, le prime testimonianze dell'esistenza della porcellana arrivarono in Europa tramite gli scritti di Marco Polo, nel XIII secolo. Nel secolo successivo i padri Gesuiti riuscirono a portare in Europa alcuni esemplari di porcellana dura decorati in bianco e blu. Tuttavia la sua composizione rimase a lungo un mistero. Venne definita “oro bianco” e divenne un prodotto di altissimo lusso.
E' solo agli inizi del XVIII secolo che in Europa, dopo vari tentativi, si riuscì ad ottenere quell'impasto con caolino. L'alchimista diciottenne Johann Friedrich Böttger nel 1708/1709 a Dresda riuscì finalmente a realizzare la porcellana. La prima vera manifattura di porcellane fu quella di Meissen che nel 1713 ne inizio la produzione industriale.

Il mosaico è una composizione pittorica ottenuta mediante l'utilizzo di frammenti di materiali (tessere) di diversa natura e colore (pietre, vetro, conchiglie), che può essere decorata con oro e pietre preziose. Risalgono al 3000 a.C. le prime decorazioni a coni di argilla dalla base smaltata di diversi colori, impiegate dai Sumeri per proteggere la muratura in mattoni crudi. Le prime testimonianze di mosaico a tessere a Roma si datano attorno alla fine del III secolo a.C., per impermeabilizzare il pavimento di terra battuta. Successivamente, con l'espansione in Grecia e in Egitto, si svilupperà un interesse per la ricerca estetica e la raffinatezza delle composizioni. Durante l'impero romano, il mosaico ebbe il periodo di miglior sviluppo: Villa del Casale; Zeugma sull'Eufrate; Aquileia; Ravenna, ne sono esempi importanti.


 

 

 

 
Portale Calini-Martinengo a Brescia Trompe'oil in interno Vaso biansato, detto Vaso Medici, decorato a terzo fuoco con paesaggio e oro - I quarto XIX secolo mosaico di Lucio Costa